Arriva Rdio; parola d’ordine “Streaming”!

Non abbiamo fatto in tempo a tuffarci completamente nell’universo Spotify e già arriva un’altra novità nell’ambito della fruizione musicale on demand.

Si tratta di Rdio, sito di streaming musicale ideato da uno dei “papà” di Skype, Janus Friis. www.rdio.com

Anche qui come su Spotify sono possibili diversi abbonamenti mensili per poter ascoltare un catalogo di circa 18 milioni di brani originali organizzandoli in playlists personalizzate. Attualmente Rdio consente un periodo di prova gratuito senza pubblicità che dovrebbe consistere in sei mesi.

Il segnale è chiaro, lo straming è la nuova frontiera dell’ascolto della musica, la sfida è aperta anche in un mercato obsoleto come quello italiano, vedremo nei prossimi cinque anni quale piattaforma saprà imporsi a seconda delle scelte tattiche messe in campo.

Il futuro del Dj è compromesso?

A nostro parere no,  prima o poi arriverà un supporto multimediale in grado di utilizzare le tracce del catalogo elaborandole in tempo reale per poterle plasmare nel contesto di un set live; la musica non si comprerà più, si pagherà il suo utilizzo. Il Dj dovrà mostrare la massima abilità nella selezione di un archivio di milioni di brani, il che non è per nulla semplice e banale ovviamente.

Tra l’altro l’impostazione concettuale del diritto d’autore già attualmente limita l’utilizzo dei supporti musicali (Cd o files) ad un  uso personale (o professionale quando autorizzato da specifiche licenze).

Per il Dj professionista si dovrà definire una licenza di utilizzo multimediale della musica indipendentemente dai supporti, inviando automaticamente la playlist del set suonato live in un server per la raccolta dei dati sulle ripartizioni dei diritti d’autore…

Si lo so… FantaSiae…

ne riparliamo tra cinque anni…

 

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